Commenti di poesia: Meriggiare pallido e assorto

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04 luglio, 2006

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


(
Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1925)


Ma chi è il soggetto? Chi meriggia, chi spia, chi osserva? Sembra che Montale non parli di una persona, sé o altri, ma dipinga piuttosto dei gesti, delle azioni che stanno lì, quasi immobili, di fronte ad un mondo apparentemente statico ma in realtà in eterno moto. Così l’indefinita statua pallida e assorta, che sta da sempre accanto al muro, sente, senza riuscire mai a farli suoi, i movimenti di merli, serpi, formiche rosse.

E’ una sorta di tremula vibrazione, un terremoto statico e silenzioso a provocare, a invocare quella triste meraviglia che rende consapevoli dell’esistenza. E allora l’orizzonte cambia: non un pezzo rovente di muro, ma una lunga muraglia, fredda e aguzza. Eppure questo nuovo orizzonte ci pone una volta per tutte davanti all’invalicabile: il travaglio, il parto della vita, non dischiude il mistero. Ci sono giardini che non si possono oltrepassare, bisogna accontentarsi di un orto secco, in lontananza il mare e ancora colline brulle. Persino il sole acceca. Non c’è uscita, ma non c’è nemmeno entrata: il meriggiare all’infinito va ben oltre il tempo, l’osservatore resta sempre in lontananza, le cose conservano il loro segreto. E’ un sole che non abbronza, non salva l’uomo dal suo pallore.

Nella prima quartina siamo subito di fronte a una differenza sostanziale tra il pallido meriggiare e i colori caldi e roventi del muro, dei pruni, dei merli e delle serpi. La diversità diventa quasi rottura nella seconda strofa: le formiche si muovo nelle crepe, senza una logica umanamente comprensibile: ora si rompono ora si intrecciano.
Nella terza quartina sembra esserci uno spiraglio: lo sguardo si alza ed osserva il mare, l’udito si affina e ode il cicalare dei colli.
La cadenza ad inganno dura una sola parola: e andando. Finalmente si va, pensa il lettore, dopo il meriggiare, ecco la scossa. Invece ecco il sole che abbaglia, ecco un sentimento di meraviglia triste, mossa dagli oggetti, non decisa dall’uomo. La vita si mostra per quello che è, un continuo rinvio, un seguitare di eventi e pratiche mai compresi fino in fondo. E di questo l’uomo resta prigioniero in ogni suo atto, come un monaco o un carcerato, che dalla cella osservano il piccolo divenire delle cose, che è nulla di fronte all’infinita immobilità dell’essere, cui né l’occhio né il cuore sanno sfuggire.

34 commenti:

Anonimo ha detto...

fa schifo

StePius ha detto...

Se vuoi puoi aggiungere qualcosa tu, il sito è fatto apposta per questo.
Ciao

Anonimo ha detto...

nn è vero... stepius è bellissimo! by xxx

Anonimo ha detto...

finalmente ho trovato un commento d qst poesia decente..porka miseria...
e quindi riusciro a fre il compito...grz al sito...ciauuuuzzzz

Anonimo ha detto...

ho trovato un commento ankio xfortuna è decente altrimwenti cm faccio a copiare il compito di domani.

Anonimo ha detto...

grazie mille!!! finalmente un commento decente!!!

StePius ha detto...

Grazie a voi,
ciao

Anonimo ha detto...

grazie..adesso riuscirò a fare il compito..!!

Mosca ha detto...

a dir la verità il commento mi sembra un pochino apporssimativo..
Non mi sembra neanche che tu abbia colto il vero senso di questa poesia..
Ti do atto del fatto che comprimere Montale in poche righe è un operazione quasi impossibile..e lui stesso è un autore molto, infinitamente complicato.
ora ti lascio il mio schematizzato commento:
la poesia(come tutta la poetica di montale) si riferisce alla condizione umana(nota che tutti i verbi sono all' infinito).
Innanzitutto "orto" è da intendere con significato latino, il significato di Giardino(il giardino dell' Eden)noi dove siamo posti?..siamo all' esterno del muro e del giardino.Gli ultimi due versi della poesia ci descrivono brevemente il paesaggio.
In realtà è il paesaggio più terrificante che tu possa immaginare: "pruni","sterpi","frusci"..sono parole di Dante..del cano tredici dell'inferno. la Selva degli Suicidi. è questo il paesaggio orribile che ci troviamo davanti. ci troviamo tra prunoi neri e contorti che non hanno frutti ma hanno spine velenifere..le formiche sono rosse, il rosso è il colore demoniaco per eccellenza.
travaglio è la parola chiave della poesia: è una parola polisemica, accanto al significato italiano si accosta quello inglese (travel) di viaggio, quello spagnolo di lavoro e quello di "traballum", morte..
questa è lavita per montale, una condizione di "desolazione e straniamento", di sofferenza.
la luce è antitetica a quella del paradiso: a Dante dona la vista, a Montale la toglie.
Qui Montale analizza proprio la condizione di "desolazione e straniamento" della vita:
L'uomo ha perso la felicità, la serenità con l'espulsione dall' "orto", dal giardino che gli è precluso da un muro, da una muraglia invalicabile perchè alla sommità sono posti "cocci aguzzi di bottiglia", quidni non possiamo che "seguitare" lungo questo muro, in un mondo arido e desolato, con la speranza di poter, un giorno, trovare un' apertura, una breccia in questo muro con la speranza(in Montale non si parla mai di certezze)che dilà di questo ci sia il Giardino

StePius ha detto...

Grazie per il dotto commento.
Il mio professore di filosofia teoretica all'Università, Carlo Sini, diceva che è possibile diventare grandi filosofi anche conoscendo un filosofo solo.
In ogni caso quello che trovi qui è un tipo di commento diverso dal tuo: si tratta di qualcosa di molto più semplice e soggettivo, per lo più incentrato sul testo, sull'opera in sé. Lascio agli altri i riferimenti incrociati, la scoperta delle citazioni dantesche, di arditi agganci al giardino dell'Eden.
La mia è solo un'interpretazione tra quelle possibili (Gadamer) o una nuova metafora (Ricoeur). Insomma, niente di dotto. E' solo cultura del cuore.
Se ti sembra approssimativo hai ragione: il senso della poesia non si coglie, si sfiora.

Ciao.

Anonimo ha detto...

komplimenti a ki ha scritto qst skifo di kommento nn hai kapito proprio nnt di qst poesia ...

StePius ha detto...

sebbene il tuo linguaggio non sia esattamente poetico, rispetto la tua opinione. Se vuoi arricchisci tu il commento con osservazioni personali, così dai una mano a chi ne ha bisogno.

Anonimo ha detto...

va aggiunta qualcosina visto che comunque è un poeta ermetico ma questo commento è da 7

Anonimo ha detto...

STO COMMENTO FA SCHIFO. Ora cm faccio fare il compito!!!!!! Impegnatevi 1 po' di + la prossima volta!!!!

Anonimo ha detto...

mah?!
ke c'è scritto?
è una cosa incomprensibile...nn si capisce nnt...fa schifo..ha ragione il ragazzo o la ragazza che l ha detto...bleeee....

Anonimo ha detto...

Ungaretti era gay

Anonimo ha detto...

il commento nn è ke fa skifo...nn si può dire questo...se lo abbiamo cercato vuol dire ke noi nn lo sappiamo fare e quindi lo troviamo qui...ki ha scritto il commento di questa poesia lo ha fatto x aiutarci...e ki ha detto ke fa skifo è decisamente uno stolto xkè se sapeva come farlo nn sarebbe venuto qui a cercarlo...già è una cosa ke lo si trova sto benedetto commento quindi nn ci lamentiamo di ciò ke troviamo xkè di certo noi nn sapremmo fare di meglio....
Cmq grazie x il commento sulla poesia....Ciaooooùùù...

Anonimo ha detto...

Questa bellissima poesia fa proprio schifo mè viè da vomità...ciao sekkioni

Anonimo ha detto...

grz x il commento moska!!

Anonimo ha detto...

Ma invece di infangare i commenti ke sn qui ... xkè nn provate a farli voi??!!

Anonimo ha detto...

salve sono sante natuzzi e abito in via pietro sette 54 di santeramo in colle (BA) sto commento e veramente pienoso

Anonimo ha detto...

ragaaa ma non vi lamentata mejo questo che lo skifo di commento che facevate voi se non lo avreste trovato su internet T_T ....
io credo sia fatto bene...poi si puo agg anche qual'cosa di nostro pugno u_u

eppoi "ciao sekkioni"? mah...
la gente non sa mango aprezzare gli sforzi degli altri...
Grazie!

Anonimo ha detto...

Ciao!
Avrei bisogno di un piccolo aiuto. Mi potresti dire che significato simbolico ha il mare?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

uncia non ci ho capito niente uffa come faccio con la prof.domani vuole il commento ma questo non mi sembra adatto........

Anonimo ha detto...

mi potete aiutare????

Anonimo ha detto...

non mi piace affatto bleeeee

Anonimo ha detto...

La poesia e' ovviamente un capolavoro e peggio per chi non capisce. Il commento, forse un po' dilettantesco ma sincero e ben studiato, a mio modestissimo avviso va piu' che bene per il liceale medio, non so di cosa si lamentino certi "utenti" (per di piu' non paganti).
Ma quello che veramente ferisce un vecchio come me e' la volgarita' gratuita, l'insulto anonimo di chi non sapendo fare di meglio aggredisce una persona che in fondo voleva solo dare una mano. A parte il gergo demenziale, e' la violenza delle parole, e l'atto stesso dell'assalto gratuito da curva sud che mi fanno stare male. Cosi' si fa passare anche ai migliori la voglia di aiutare. E' questo che volete? Avete una vita lunga e difficile davanti. Potreste avere bisogno di aiuto. Pensateci.

Anonimo ha detto...

Io trovo invece profondo questo commento, che, seppur breve, sa contenere molto bene la maggior parte del significato della poesia... Evitate di offendere per puro svago le persone che mettono a propria disposizione il loro tempo, il bene + grande che una persona possa offrirvi nella vostra vita... La traccia mi è stata un valido spunto e arricchimento per il mio tema, grazie mille... ^-^...Infatti, questo dovrebbe essere una semplice traccia base, non c'é scritto da nessuna parte che lo dobbiate copiare pari pari... Arroganti presuntuosi! Mah... Grazie ancora! =) baci... -e.

Anonimo ha detto...

w barcellona bu inter. comnque è bella la poesia

Anonimo ha detto...

w barcellona

Anonimo ha detto...

concordo con anonimo di martedi 17 aprile 2007

Anonimo ha detto...

Questa poesia insieme al suo commento fa veramente schifo

Carlo ha detto...

Il commento della poesia è fatto oggettivamente male.
Prima cosa, non spacciarlo per commento, prima cosa perché non contiene gli elementi base del commento (SIGNIFICANTE-significato-temi trattati) e poi perché è del tutto soggettivo. Manca inoltre la contestualizzazione all'interno dell'opera e della sua vita. Commentare Montale in poche righe è difficile, ok, ma in meno righe se sarebbe potuto fare molto di più. Ad ogni modo è una 'spiegazione' che può dare spunti interessanti, anche se reputo più interessante quello che ha detto Mosca. Studia come fare il commento, ciao.