Commenti di poesia: La mia sera

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26 novembre, 2006

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto,
nell'umida sera.

E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube del giorno più nera
fu quella che vedo piu' rosa
nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi, nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, si piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Ne' io... e che voli, che gridi
mia limpida sera!

Don... Don... e mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.


(Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio, 1903)


Attesa di un silenzio luminoso dopo un giorno di tempesta, mentre le rane, nella loro simpatica fragilità, canticchiano sulle rive di un fiume che invano protrae un suono di lontana tempesta. Il dolore dell'inquietudine, passato lo sturm and drang, si cheta: il nero diventa rosa, colore di donna che può rinviare la madre che compare nell'ultima strofa, stesso richiamo per le rondini che nutrono i piccoli del nido. Sembra la fine dell'infinito: le dimensioni si rimpiccioliscono, l'occhio coglie i più minuscoli particolari, anche le rondini volano solo "intorno". S'avvicina l'ora della cena, dei rassicuranti riti quotidiani, e tra questi il vespro, introdotto dal suono delle campane, rintocco insistito, marcato dalle numerose allitterazioni che, per miracolo di immaginazione, diventano canto di culla, ninna nanna di una madre al suo fanciullino, din don di dondolio che poi svanisce così come è venuto.

Tempo meteorologico e tempo come durata non meramente cronologica si confondono: mentre l'uno trascorre senza che nessuno possa governarlo, l'altro si protrae e ritorna dal passato, tramite suoni e voci che rimandano all'infanzia. E' la magia della sera, quell'attimo di malinconia che da un sapore agrodolce al dolore di vivere che porta con sè cambiamenti, emozioni e ovattati richiami di persone che non ci sono più.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

grande ma questo è il commento o il riassunto?

StePius ha detto...

Il riassunto di una poesia? Mai sentito. Potrebbe essere un'idea: una riga si e una no. Molto dadaista.

Ciao

mark ha detto...

a me serviva il commento di questa poesia nn la prosa ...

cmq quando dovro fare la prosa verro su questo sito....

ciauz...
furrez93@hotmail.it

Anonimo ha detto...

a me serve il commento!!!!1

StePius ha detto...

Per alcune poesie il commento è più ampio e articolato, per altre più sintetico: dipende da quello che mi ispirano.
Comunque, in questo caso, si tratta delle classiche tematiche pascoliane che ritrovate in altre poesie / commenti di questo sito. Visitate la voce Giovanni Pascoli e forse avrete lo spunto giusto.
Potete fornire qualche argomento anche voi: le aggiunte "critiche" sono sempre ben accette e contribuiscono ad approfondire i commenti e a tener vivo lo spirito.
Ciao e grazie

BOSCHI 69 THE VOICE ha detto...

allora........vediamo.....diciamo che questo non esattamente quello che cercavo...voglio un commento non un riassunto in qua e in la!!!!!


Cia a tutti...By BOSCHI69 THE VOICE FRO, ALTEREGO CITY!!!

Anonimo ha detto...

ank a me serviva il commento...è meglio k metttevi il commento k la parafrasi xk è + raro trovarlo...io in 10 min ho trovato 10 prose e 0 commenti...

mary ha detto...

grande o superato lesame.....grazzie a sto commento..

StePius ha detto...

Beh, non conosco la situazione ma credo che tu ci abbia messo del tuo. Complimenti e grazie.

Anonimo ha detto...

bravo con il "commento",comunque più che di una poesia romantica come è stato evidenziato,la lirica ha molto di simbolismo,impressionismo e decadentismo.la sera del poeta non è che la completa regressione del poeta al mondo fanciullesco che lo mette in comunicazione con la morte e quindi con,i suoi permettendogli di ricompporre quel nucleo familiare da tempo stravolto.finita l'aspra bufera della vita,la fanciullezza,il poeta riteova la piena serenità nella sera così come i piccoli rondinini che possono godere finalmente del loro cibo.

emo_angel ha detto...

ha me serve 1 commento decente azz....ciau punk_angel_@hotmail.it

Anonimo ha detto...

Un commento molto profondo, non c'è che dire... Siamo sicuri però di aver colto nel segno l' intento di Pascoli?! Penso proprio che la poetica pascoliana non possa esaurirsi in un commento del genere, essendo racchiuse in questa lirica le più profonde confessioni dell' autore... Non nego il fatto che questo pseudocommento mi sia servito nel mio studio, ma è un pò come se fosse un collage di varie analisi critiche ed approcci filologici al testo... Apprezziamone l' abilità riassuntiva, ma di scarso contenuto!

Anonimo ha detto...

mi è piaciuta l'impaginazione della pagina ma il comento fa pena andrebbe arricchito con: se ci sono cose particolari come sinestesia, iperbati ecc....... mi ha molto deluso.

StePius ha detto...

Allora ragazzi, i commenti sono molto personali e volutamente accennano poco alle figure retoriche.

Se però vogliamo ampliare un po' il discorso, speditemi il vostro materiale a pswpromotion@gmail.com e io lo integro nel commento "ufficiale", naturalmente, se me lo segnalate, nominando il vostro nome.

Ciao e grazie delle critiche.

marziaNapoletana ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marziaNapoletana ha detto...

leggete sto commento:nella lirica il poeta descrive non tanto la serenità della sera ke segue alla tempesta del giorno,ma la propria vicenda biografica.la sua -sera- è la pace ritrovata al termine della vita,è il momento della riflessone dopo il tumulto doloroso degli anni giovanili.Il lessico appartiene al campo semantico di fenomeni naturali e metereologici,è italiano comune e usa una sinestesia(accostamento di parole ke si riferiscono a campi sensoriali diversi:tacite stelle,gioia leggera,dolce singulto,voci di tenebra azzurra)con effetti evocativi ke suggeriscono rapporti misteriosi tra le cose.la ripetizione della parola SERA,stabilisce un legame con una graduazione di significato sempre + attnuata.

StePius ha detto...

Grazie Marzia :-)

Anonimo ha detto...

grande! ora ho il commnto x la scuola!

Anonimo ha detto...

inutile

Anonimo ha detto...

inutile